A Tenerife si compra bene per due motivi: ci sono prodotti tipici che raccontano l'isola e le Canarie e c'è un regime fiscale particolare, diverso da quello della Spagna peninsulare. Il trucco è sapere cosa vale davvero la pena portare a casa, dove comprarlo (spoiler: non nei negozietti del lungomare) e come funziona il vantaggio fiscale — senza illusioni. Ecco la guida pratica.
Perché a Tenerife la fiscalità è diversa: l'IGIC
Alle Canarie non si applica l'IVA ma l'IGIC, l'imposta locale sui consumi, con un'aliquota generale del 7% (ma esistono diverse aliquote, quindi non tutto è tassato al 7%). Un chiarimento utile, perché spesso si legge il contrario: le Canarie fanno parte dell'Unione Europea e del suo territorio doganale, ma sono escluse dal territorio IVA dell'UE — qui si applica l'IGIC al posto dell'IVA. Su alcune categorie, come profumi, cosmetici ed elettronica, questo può rendere i prezzi interessanti rispetto alla penisola, ma non è automatico: il prezzo finale dipende dal prodotto, dal negozio e dai margini, quindi confronta sempre con quello di casa prima di comprare. In aeroporto trovi anche negozi duty-free, ma conviene comunque confrontare: non è garantito che ogni prodotto sia più conveniente rispetto ai negozi in città.
Attenzione al rientro: le franchigie
Poiché le Canarie hanno un regime fiscale diverso dalla Spagna peninsulare, al rientro valgono le regole doganali del Paese di destinazione. Chi rientra in un Paese dell'Unione Europea via aerea o marittima ha in genere una franchigia di 430 € a persona (adulti), con limiti specifici a parte per tabacco e alcol: in linea di massima 200 sigarette; 1 litro di alcolici oltre 22° oppure 2 litri sotto 22°; 4 litri di vino fermo; 16 litri di birra. Oltre queste soglie possono essere dovuti l'imposta sul valore aggiunto e altri tributi. Due precisazioni che pesano: i diritti si calcolano sull'intero valore del bene, non solo sulla parte eccedente, e la soglia scende a 150 € per i viaggiatori sotto i 15 anni, mentre sotto i 17 anni non spetta alcuna esenzione su tabacco e alcolici. Le cifre sono quelle della Carta doganale del viaggiatore dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (edizione luglio 2025). Le regole cambiano se rientri fuori dall'UE (per esempio nel Regno Unito): informati sulle franchigie del tuo Paese prima di partire.
I sapori da portare a casa
I souvenir migliori di Tenerife si mangiano e si bevono. Ecco i tipici che durano nel tempo e viaggiano bene:
- Mojo: le salse-simbolo dell'isola, il verde (coriandolo o prezzemolo) e il rosso (peperoncino e cumino). Si trovano già pronti in barattolo o in kit da preparare.
- Vino canario: l'isola ha cinque denominazioni di origine, dai bianchi di malvasía ai rossi vulcanici — un regalo che sorprende.
- Formaggi canari: soprattutto quelli di capra prodotti a Tenerife, spesso stagionati o rivestiti con pimentón (paprika) o gofio, dal sapore unico.
- Miele DOP di Tenerife: dalla varietà di retama del Teide a quella di tajinaste, protetta da denominazione d'origine.
- Gofio (riconosciuto dall'IGP Gofio Canario) e ron miel (rum al miele): due classici della dispensa e del bicchiere canario.
Per capire meglio cosa sono questi prodotti e come si usano in cucina, parti dalla guida su cosa mangiare a Tenerife; per il vino, i guachinches sono anche il posto giusto per assaggiarlo prima di comprarlo.
Aloe vera: il souvenir-simbolo
L'aloe vera è uno dei souvenir più diffusi a Tenerife, dove viene anche coltivata e trasformata in numerosi prodotti cosmetici: gel, creme viso, shampoo, burrocacao, sali da bagno, deodoranti. Occhio alla qualità — leggi la percentuale di aloe e la provenienza, perché nei negozi molto turistici la resa può variare parecchio. Un prodotto utile, perfetto anche come regalo.
Artigianato: ceramica, calado e palma
Per un ricordo che racconta l'isola, l'artigianato tinerfeño è la scelta giusta: la ceramica tradizionale (in alcuni casi ispirata alla cultura guanche), il calado (il ricamo tipico canario) e gli intrecci di foglie di palma lavorati a mano — cesti, borse, cappelli. Si trovano nei mercati, nelle botteghe artigiane e nelle fiere: sono pezzi autentici, molto più significativi dei souvenir industriali.
Profumi, cosmetici ed elettronica: quando conviene davvero
È qui che il vantaggio fiscale può pesare di più: profumi, cosmetici di marca e piccola elettronica a volte costano meno che nell'Europa continentale. Ma non è una regola automatica: confronta sempre il prezzo con quello di casa (i negozi in prima linea turistica a volte gonfiano i listini) e per l'elettronica valuta garanzia e compatibilità. Per evitare le trappole classiche che gonfiano la spesa in vacanza, dai un'occhiata anche agli errori che ti fanno spendere il doppio.
Dove comprare (e dove no)
La regola è la stessa del mangiare: allontanati dai negozietti di souvenir del lungomare e cerca i prodotti autentici. I mercati municipali sono l'ideale per i tipici e il fresco — su tutti il Mercado de Nuestra Señora de África a Santa Cruz — insieme alle botteghe specializzate e ai mercati artigianali. Per una giornata tra mercato e centro città parti dalla guida su Santa Cruz in un giorno. Un'ultima dritta: molti negozi e attività sono tra i partner della Tenerife Premium Card, che presso gli aderenti può dare accesso a sconti, con condizioni che variano da partner a partner — verifica prima di pagare, così al vantaggio fiscale puoi aggiungere anche quello della card.
In breve
A Tenerife conviene comprare i prodotti tipici che raccontano l'isola — mojo, vino, formaggi, miele, aloe vera, artigianato — e valutare il vantaggio fiscale dell'IGIC su profumi, cosmetici ed elettronica, ricordando che non è automatico e va sempre confrontato. Le Canarie sono nel territorio doganale UE ma fuori dal territorio IVA: al rientro valgono le franchigie (430 € a persona, con limiti per tabacco e alcol). Compra dove trovi prodotti autentici (mercati e botteghe, non il lungomare), confronta i prezzi e, dove c'è convenzione, usa la card per risparmiare ancora.



